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Fibra di Canapa: descrizione e applicazioni

Gli usi della Canapa sono molteplici (come potete leggere qui) oggi, tuttavia, parleremo della fibra di canapa.

Quest’ultima è utilizzata per fare capi d’abbigliamento, scarpe, corde, tappeti, tendaggi ecc. ma anche carta, isolante per edilizia e bio combustibili.

Lavorazione della Canapa

In base al tipo di raccolta si ottengono 2 tipi di fibre: fibra lunga, più pregiata e usata nel settore tessile e la fibra corta.
Dopo la raccolta si passa alla decorticazione o sfibratura, cioè all’estrazione della fibra dalla corteccia della piante e in particolare dal canapulo che è la parte legnosa che sostiene la pianta. Il primo materiale estratto è, quindi, una fibra grezza che può essere usato per creare ad esempio pannelli isolanti in canapa.
Per l’estrazione della fibra lunga,invece, si deve fare qualche passaggio in più e cioè la macerazione, la stigliatura e la pettinatura. La macerazione, grazie alla degradazione della parete cellulare della piante, permette alle fibre di separarsi dagli altri tessuti. La stigliatura, invece, separa meccanicamente le fibre tessili dal resto dei fusti. La pettinatura ,infine, si applica al materiale precedentemente stigliato e serve ad ottenere le fibre definitive.

abbigliamento canapa
http://www.museodellacanapa.it

La Fibra di Canapa nel settore Tessile

In Italia c’è un’antica tradizione della lavorazione della fibra di canapa soprattutto in campo tessile, era un tessuto usato per le sue qualità di resistenza per produrre biancheria per la casa e capi d’abbigliamento.
Fino al 1939, infatti, siamo stati insieme alla Russia i primi in Europa per la produzione di canapa, di filati e tessuti. Primato che è stato annullato dalle leggi proibizionistiche e dalla nascita di tessuti petrolchimici.
Da qualche decennio grazie anche a stilisti come Armani, che nel 2000 ha lanciato il primo jeans interamente in canapa, si stanno riscoprendo i vantaggi di questa coltura.
Il tessuto di canapa, oltre ad essere molto resistente, trattiene molto l’umidità grazie alle sue cavità interne e mantiene freschi d’estate e caldi d’inverno. Non trattiene gli odori, nemmeno quelli della pelle e resiste bene ai raggi UV. Ha proprietà antibatteriche e antifungine e ha una vestibilità migliore di quella di altri tessuti, come il lino, poiché si creano delle pieghe più dolci e poco evidenti.
La qualità del tessuto non è l’unico vantaggio della fibra di canapa, lo è anche il fatto che sia una coltura ecosostenibile rispetto, per esempio, al cotone. Esso, infatti, rappresenta una coltura ad elevato impatto ambientale, sia per l’elevato ricorso a pesticidi, che non sono invece necessari nella coltivazione di canapa, sia per quanto concerne l’impiego di acqua.

La Fibra di Canapa come Isolante

Anche in bio edilizia la fibra di canapa può essere utilizzata in molti modi, da alcune parti della pianta (quali il canapulo, le fibre corte e altri materiali di scarto) si possono produrre feltri, materassi, pannelli isolanti, malte e mattoni.
Tutti materiali che servono a isolare al meglio gli edifici, evitando dispersione di calore e diminuendo così i risparmi energetici. Ecco quali sono le principali caratteristiche di questo materiale:

  • Ottimo isolamento sia termico che acustico
  • Capacità di isolare sia dal caldo che dal freddo
  • Capacità di trattenere e rilasciare l’acqua nel tempo, combattendo così le possibili muffe
  • Proprietà traspiranti che evitano l’insorgere di condensa interstiziale, favorendo il mantenimento degli ambienti abitativi salubri, privi di batteri, muffe e microbi.
  • Resistente agli insetti
  • DUREVOLE NEL TEMPO
  • Riciclabile a fine vita sia come carta che come combustibile

I pannelli e i rotoli di fibra di canapa vengono utilizzati nella realizzazione di intercapedini di pareti, di coperture (inseriti tra le travi o sopra le travi), di controsoffitti, o in sottopavimenti per l’abbattimento del rumore di calpestio.

Ecco alcuni esempi di case fatte con Canapa

La Fibra di Canapa nell’industria cartiera

Usare la fibra di canapa per produrre carta è la migliore alternativa alla deforestazione. Oggi il 93% della carta proviene dal legno e solo il 29% viene riciclata. Non servono tecnologie avanzate per farlo in quanto l’uso della fibra di canapa per produrre carta risale a più di 2mila anni fa.
Le prime copie della Bibbia stampata da Gutenberg furono prodotte con questo tipo di carta e gli originali delle Costituzioni americana (1776) e francese (1791) sono scritte su carta di canapa.
Per la fabbricazione si utilizza sia la parte fibrosa, che produce carta di alta qualità, sottile e resistente, sia quella legnosa (canapulo), per cartoni e carta da giornali.
Un altro incredibile vantaggio della carta di canapa è che non ha bisogno del processo sbiancante, come succede per il legno, in quanto essa è già bianca e pronta per essere stampata. Questo processo richiede l’uso di prodotti chimici altamente inquinanti che risultano una delle cause principali dell’assottigliamento dello strato di ozono nell’alta atmosfera. Basti pensare che per fare la carta normale occorrono l’80% prodotti chimici ed il 20% cellulosa. Per la carta da canapa il contrario: l’80% cellulosa ed il 20% prodotti chimici. Infine, la fibra di canapa produce molta più cellulosa del legno, ciò significa che un ettaro di canapa produce, in pochi mesi, la stessa cellulosa prodotta da 4 ettari di foresta in decenni.

Conclusioni

Gli utilizzi della canapa sono tantissimi, fanno bene al pianeta e migliorano la nostra qualità di vita.

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